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Emilio Albesano nacque l'11 gennaio 1919 nel
piccolo comune di Monesiglio, in provincia di
Cuneo. Dopo la formazione scolastica presso
un Istituto Tecnico della zona, si arruolò nella
Regia Aeronautica in qualità di allievo Sergen-
te Pilota di complemento, tramite un bando di
concorso premilitare. Il 6 giugno 1937 prestò
giuramento presso il Comando della scuola
di Sottoufficiali Pola Santa Caterina. Alla fine
dell’anno ottenne il 1° brevetto da pilota, presso
la scuola di pilotaggio di Elmas, a Cagliari.
Il Sergente Maggiore Pilota Emilio Albesano
il 25 giugno 1940, pochi giorni dopo l’entrata
in guerra dell’Italia, assegnato all’8^ squadri-
glia appartenente al 25° guppo del 7° Stormo
Bombardamento Terrestre di Lonate Pozzo-
lo, vicino a Milano. Questo stormo era dotato
di FIAT BR.20 e 20M. Questo velivolo era un
bombardiere bimotore ad ala bassa sviluppato
dall'azienda italiana Fiat Aviazione negli an-
ni trenta e progettato dall'ingegner Celestino
Rosatelli. Esso fu introdotto nella Regia Aero-
nautica nel 1936 e rimase in servizio fino alla
fine della seconda guerra mondiale.
L’8^ squadriglia si distingueva per una parti-
colare insegna: il papero spernacchiante. Essa
veniva applicata sullo sportello di accesso al
velivolo. Il Sergente Maggiore Pilota Emilio
Albesano, durante la sua permanenza nell’8^
squadriglia, eseguì perlopiù voli di addestra-
mento, pattuglia e ricognizione a bordo del
suo FIAT BR.20. Tra il 12 e il 13 aprile 1941,
eseguì una serie di bombardamenti su alcu-
ni obiettivi strategico-militari jugoslavi, più
precisamente sull’idroscalo e gli impianti del
porto di Divulje, nell’odierna Croazia, duran-
te l'invasione della Jugoslavia da parte delle
forze dell’Asse.
Emilio il 22 luglio 1941 fu trasferito alla 231^
squadriglia, appartenente al 95° gruppo del 35°
Stormo Bombardamento Terrestre di Brindi-
si. La squadriglia era dotata di CANT Z. 1007
Bis, un bombardiere medio trimotore ad ala
bassa sviluppato dalla divisione aeronautica
dell'azienda italiana Cantieri Riuniti dell'A-
driatico negli anni trenta e progettato dall'in-
gegner Filippo Zappata. Esso era costruito su
una struttura lignea ed oggi è considerato il
miglior bombardiere italiano della seconda
guerra mondiale. Durante la sua permanen-
za in questa squadriglia, Emilio effettuò sola-
mente voli di prova del velivolo.
Emilio dal 15 settembre 1941 fino alla fine del
1943 fu trasferito alla 211^ squadriglia, appar-
tenente al 50° gruppo autonomo Bombarda-
mento Terrestre di Viterbo. La squadriglia era
dotata di CANT Z. 1007 Bis. Durante il suo pri-
mo periodo di permanenza nella squadriglia
partecipò a numerosi e intensi bombardamen-
ti sull’isola di Malta, roccaforte e importantis-
simo punto strategico inglese nel Mediterra-
neo. Nel 1942 l'isola era ormai giunta al limite
delle sue possibilità di resistenza. Il compito
della Regia Aeronautica era quindi di spezza-
re definitivamente le difese di Malta, così da
permettere all’esercito di occuparla e creare
un sicuro ponte per l’Africa.
Spitfire abbattuti
Contraerea violenta
Intercettato da spitfire
Bombardamenti diurni
Bombardamenti notturni
Aeroporti e piste bombardati
Bombardiere gravemente danneggiato
Bombardamento zona di decentramento velivoli
Il 19 maggio 1942, durante il bombardamen-
to dell’aeroporto maltese di Ta Venezia da
parte della Regia Aeronautica, il bombardie-
re pilotato dal Sergente Maggiore Albesano
Emilio fu intercettato da due spitfire nemici.
Il Supermarine Spitfire era un caccia mo-
noposto monomotore ad ala bassa, prodotto
dalla ditta britannica Supermarine Aviation
Works negli anni trenta e quaranta e progetta-
to da Reginald Joseph Mitchell. Esso divenne
uno degli aerei-simbolo della Seconda guerra
mondiale soprattutto per il suo efficace e deci-
sivo contributo alla vittoriosa resistenza ingle-
se all'aggressione tedesca, durante la Battaglia
d'Inghilterra e l'assedio di Malta.
Dopo aver sganciato 10 bombe da 100 kg sull'a-
eroporto di Ta Venezia e centrato l’obiettivo, il
Sergente Maggiore, di ritorno alla base, incor-
se in un vivace e preciso contrattacco della
contraerea nemica e fu intercettato e attaccato
da alcuni spitfire nemici. Durante il furioso
combattimento, il suo CANT 1007 bis venne
colpito da raffiche da 20 mm dei caccia ne-
mici su parti vitali. Vennero quindi a manca-
re i motori sinistro e centrale, furono anche
squarciate varie tubazioni di benzina. Un mi-
tragliere del bombardiere riuscì comunque ad
abbattere due spitfire, ma ormai il velivolo era
ingovernabile e il pilota Emilio non potè che
tentare un ammaraggio di fortuna.
L’ammaraggio andò a buon fine e tutti i mem-
bri dell’equipaggio si ferirono lievemente. Per
questo atto di valore gli fu conferita una cro-
ce di guerra al valor militare con la seguente
motivazione:
Supermarine Spitfire era un caccia monoposto
“Secondo pilota di velivolo da bombarda-
mento, compiva azioni su munita base aero-
navale nemica, rientrando più volte alla base
con l’apparecchio gravemente colpito. In un
combattimento con la caccia nemica, in cui
venivano abbattuti due avversari, costretto il
proprio velivolo ad un ammaraggio di fortuna,
coadiuvava efficacemente il capo equipaggio
per la buona riuscita della manovra".
Ricevette, inoltre, una Medaglia d’argento al
valore militare, con la seguente motivazione:
valore militare, con la seguente motivazione:
“Partecipava a numerose azioni diurne e not-
turne, sempre contrastate da forte reazione
aerea e contraerea, su munitissimi obiettivi
aeronavali, sempre distinguendosi per calma
e decisione. Durante una missione, colpito dal-
la reazione contraerea che immobilizzava due
motori, riusciva a disimpegnare da un suc-
cessivo attacco della caccia nemica il proprio
apparecchio e ad effettuare un ammaraggio
di fortuna nelle vicinanze della propria base,
prodigandosi con abnegazione gazione nelle
sucessive operazioni di ricupero".
Il feldmaresciallo Erwin Rommel, dopo la di-
sfatta di El Alamein, organizzò una ritirata
strategica in Tunisia. L’Italia perse dunque la
Libia, insieme ai tedeschi occupò la Tunisia
e creò una linea difensiva sulla linea del Ma-
reth. Il pilota Emilio Albesano tra la fine del
1942 e il primo semestre del 1943 partecipò in
Tunisia e Algeria a intensi bombardamenti
che facevano parte della debole e inutile of-
fensiva dell’Asse. Con la Tunisia e la Sicilia
liberate dagli Alleati, Emilio partecipò ad un
bombardamento su Biserta dove fu colpito
gravemente il suo aereo al motore centrale e
fu costretto ad un atterraggio forzato all’ae-
roporto di Monserrato, nei pressi di Cagliari.
Contraerea violenta
Intercettato da velivoli nemici
Bombardiere gravemente danneggiato
Bombardamenti notturni
Bombardamento percorso stradale
Aeroporti e piste bombardati
Dopo la perdita della Tunisia e della Sicilia da
parte dell'Asse, la Regia Aeronautica si ritirò
in Italia per difendere la patria dall’imminente
invasione degli Alleati. Intanto Mussolini, il
25 luglio 1943 fu destituito e al suo posto fu
nominato capo del governo Pietro Badoglio.
Dopo l’armistizio dell'8 settembre 1943 la Regia
Aeronautica si spaccò in due: l’A.N.R. appo-
giava la R.S.I. di Mussolini, mentre l’Aeronau-
tica Cobelligerante rimase fedele al re d’Italia
e agli Alleati. Intanto Emilio, senza direttive
dallo Stato Maggiore, tornò dalla sua famiglia.
Fino alla liberazione d’Italia del 25 aprile 1945,
Emilio si nascose nel suo paese natale, Mone-
siglio, per non rischiare di essere catturato dai
nazifascisti. Dopo la nascita della Repubblica
Italiana, avvenuta il 2 giugno 1946, cominciò a
lavorare per la neonata Aeronautica Militare.
epilogo
Dopo la seconda guerra mondiale e la nascita
della Repubblica Italiana, Emilio fu trasferito
al Comando della 1ª Z.A.T. (Zona Aerea Territo-
riale) di Milano e continuò a volare per l’Aero-
nautica Militare, perlopiù su aerei da trasporto
e di addestramento. Oltre a ricevere una cro-
ce di guerra al valor militare e una medaglia
d’argento al valor militare, viste precedente
mente, gli furono conferite tre croci al merito
di guerra per aver partecipato ad almeno tre
anni di guerra. Questa medaglia veniva con-
ferita per ciascun periodo di almeno dodici
mesi consecutivi di partecipazione alla guerra
e non si potevano conferire più di tre croci per
conflitto bellico.
Il 15 febbraio 1953, per stare più vicino alla sua
nuova famiglia, che aveva nel frattempo crea-
to, decise di congedarsi, abbandonando così la
sua carriera di pilota e cominciando a lavorare
come contabile. Per i suoi numerosi anni di
servizio presso l’Aeronautica Regia e Militare
gli furono conferite la medaglia di lunga navi-
gazione aerea di III grado in bronzo (conferita
a chi compiva 10 anni di servizio aeronavigan-
te) e la medaglia di lunga navigazione aerea di
II grado in argento (conferita a chi compiva 15
anni di servizio aeronavigante). Non ottenne
la medaglia di lunga navigazione aerea di I
grado in oro perché gli mancavano altri 5 anni
di servizio.
Emilio Albesano morì il 24 ottobre del 1978
all’età 59 anni e da allora riposa a Monesiglio,
il suo paese natale.